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Aumento dei tassi di interesse sui mutui: cosa fare?

Aumento dei tassi di interesse sui mutui

Nell’ultimo periodo si sta parlando molto di tassi di interesse sui mutui perché, dopo anni di stallo ed operazioni con costi ai minimi storici, la situazione è cambiata.

Oggi chi ha intenzione di chiedere un mutuo non sa quale tasso scegliere o, addirittura, se conviene rimandare l’operazione.

Per rispondere a questi dubbi abbiamo intervistato Giuseppe Spadafora, consulente creditizio di Euroansa.

 

Perché in questo periodo si parla così tanto di tassi e c’è incertezza sulla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze?

Fino a poco tempo fa, il tasso fisso era così basso che era semplice sceglierlo ed era quasi inutile pensare a un’alternativa. Anche tra le stesse banche, o almeno le più importanti, si assisteva ad una gara per offrire mutui al tasso più basso. Di conseguenza per i clienti la scelta era abbastanza semplice: si optava per la banca che offriva il mutuo più conveniente.

Negli ultimi 10 anni il costo del denaro è stato pari a zero. Questo lungo periodo di anomalia ha radicato nei clienti la convinzione che fosse quella la normalità, mentre tale situazione era da attribuire alle politiche espansive volute dalle banche centrali per dare linfa all’economia.

Un aumento dei tassi era dunque più che prevedibile. Ciò che ha generato un senso di smarrimento nel cliente è stata la velocità con cui è avvenuto l’aumento: in pochi mesi i tassi di interesse sui mutui sono praticamente triplicati.

Vista la situazione, è consigliabile rimandare la richiesta di mutuo?

Quando i cambiamenti sono così repentini, si è portati a pensare che si possa tornare alla situazione di partenza altrettanto velocemente, spingendo il cliente a posticipare la richiesta di un finanziamento in attesa di tempi migliori, un atteggiamento a mio avviso non corretto.

In prima analisi, l’acquisto di un immobile è una scelta di vita, affidarsi esclusivamente ad una motivazione finanziaria non è la strada consigliabile.

Inoltre, l’aumento dei tassi non esclude necessariamente che si possa scegliere un prodotto conveniente anche nel periodo attuale, che garantisca comunque un’operazione vantaggiosa.

Ormai un mutuo non è più visto come un impegno statico ma, grazie a strumenti come la surroga o a prodotti che danno la possibilità di modulare la scelta del tasso nel corso del finanziamento, è possibile adattarsi ai futuri momenti di mercato. Se in futuro i tassi scenderanno sarà possibile goderne anche con finanziamenti accesi oggi.

 

Nel 2023 per un mutuo è maggiormente consigliato il tasso fisso o quello variabile?

Escludendo i momenti di mercato, come quello da poco passato, in cui uno dei due prodotti è vantaggioso in maniera spudorata, non esiste un tasso che sia il migliore o il più conveniente per chiunque.

Nei casi in cui il fisso e il variabile sono entrambi valutabili la differenza la fanno le caratteristiche del cliente (come i redditi e le abitudini finanziarie) e le caratteristiche dell’operazione.

 

Come consiglia di agire?

La prima cosa, purtroppo errata, che fanno i clienti è andare in rete a cercare i prodotti di mutuo ai quali potrebbero accedere. Ci tengo a precisare che si tratta di prodotti fuorvianti, principalmente perché potrebbero essere tassi riferiti ad un periodo antecedente. E’ difficile siano affidabili, a fronte di un periodo come quello attuale in cui i tassi di interesse sui mutui cambiano così velocemente.

In secondo luogo, perché tramite queste ricerche sul web non si ha la certezza che i prodotti proposti siano adatti alle caratteristiche specifiche del cliente, dell’operazione e della casa da acquistare.

La richiesta di un mutuo oggi è un’operazione complessa che coinvolge diverse parti e ogni banca ha le proprie politiche di credito. Capire quale istituto scegliere alla luce delle caratteristiche dell’operazione è necessario per evitare di perdere tempo con richieste che non andranno in porto.

Per ottimizzare l’operazione e trovare il prodotto più conveniente e migliore per le proprie esigenze, la strada più semplice e sicura è quella di affidarsi ad un consulente creditizio, un professionista del settore che ha la possibilità di collocare i prodotti di più istituti così da poter scegliere quello più idoneo alla propria operazione.

 

Come è cambiato il ruolo del consulente creditizio tra il momento di mercato precedente e quello attuale?

Il momento di mercato precedente comportava meno consulenza da parte nostra: innanzitutto per la semplicità della scelta, ma anche perché il tasso fisso è storicamente più comprensibile, avendo meno aspetti da illustrare ai clienti.

I prodotti che oggi le banche propongono ai clienti per fronteggiare il difficile momento sono più complessi: possono presentare dei tetti massimi agli interessi o, in base all’andamento dei tassi, potrebbero modulare non l’importo della rata ma la durata del finanziamento.

Sono quindi prodotti che vanno proposti nella maniera corretta per poter lasciare al cliente la più giusta possibilità di scelta.

Inoltre, in questo momento, la figura del consulente creditizio ha un’importanza maggiore rispetto al passato, non solo da un punto di vista tecnico ma soprattutto per dare una maggior sicurezza e consapevolezza al cliente della propria scelta.

In momenti di mercato molto volatili, come quello che stiamo attraversando, lasciare il cliente in balia della propria emotività potrebbe portarlo a scelte sbagliate o portarlo a non scegliere rinunciando ad una operazione importante come l’acquisto di casa.

 

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