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Case green: dal Parlamento Europeo è giunto il sì

Case Green: il si del parlamento europeo

Il 9 febbraio 2023 la Commissione del Parlamento Europeo ha discusso la direttiva UE sulle case green, precedentemente citata in questo nostro articolo, approvandola con l’ampia maggioranza dei voti favorevoli. Gli eurodeputati italiani dei tre partiti della maggioranza hanno votato per il no.

 

Cosa prevede la direttiva UE sulle case green?

La direttiva mira a ridurre le emissioni di gas serra provenienti dal settore immobiliare, che secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha causato il 35% delle emissioni di gas serra in Europa nel 2020. Nel computo sono state incluse quelle prodotte dai combustibili fossili, dall’elettricità e dal riscaldamento.

Per questo motivo, sono stati fissati degli step specifici:

  • entro il 2030, tutti gli edifici residenziali dovranno raggiungere la classe energetica E
  • entro il 2033 gli stessi dovranno raggiungere la classe energetica D
  • entro il 2050 l’obiettivo finale sarà quello di arrivare a zero emissioni.

Le possibili sanzioni per chi non rispetta le normative saranno erogate a discrezione dei singoli governi.

 

Deroghe e tipologie di edifici esclusi dalla normativa UE sulle case green

Non tutti gli edifici sono coinvolti dalla direttiva. Alcuni immobili potranno essere esentati o avere obiettivi ridotti per via della fattibilità tecnico-economica. Per il momento restano esclusi:

  • gli edifici che si trovano all’interno dei centri storici
  • i palazzi catalogati come beni culturali, che non potranno essere modificati nel loro aspetto esteriore
  • gli edifici indipendenti con una superficie utile inferiore ai 50 mq
  • gli edifici che potrebbe subire una diminuzione del valore architettonico
  • le seconde case utilizzate meno di quattro mesi ogni anno
  • le chiese ed altri edifici di culto, inclusi quelli temporanei, con un tempo di utilizzo non superiore ai due anni
  • alcuni fabbricati agricoli non residenziali.

Al momento è prevista anche una deroga fino al 31/12/2036 per gli edifici residenziali pubblici, qualora l’aumento dell’affitto a seguito dei lavori di ristrutturazione fosse superiore al risparmio economico ottenibile in bolletta.

In generale le deroghe non potranno superare il 22% del totale degli immobili.

 

L’attuale situazione degli immobili in Italia

Attualmente in Italia il 78% degli edifici sono in classe energetica E o peggiore. Trattandosi di circa 27 milioni di abitazioni residenziali e stimando una spesa per abitazione di circa 20 mila euro, il costo della manovra ammonterebbe indicativamente a 540 milioni di euro.

Per raggiungere il primo obiettivo fissato per il 2033 bisognerebbe ristrutturare ben 7400 case al giorno, un risultato complicato anche su base teorica, considerando che i lavori di efficientamento eseguiti con il Super Bonus 110% hanno coinvolto 290.000 unità abitative l’anno (795 circa al giorno, dunque poco meno di un decimo di quanto previsto dalla nuova normativa). Non va nemmeno sottovalutato l’impatto economico sui privati, e non solo sullo Stato, di tali ristrutturazioni.

 

Come raggiungeremo l’obiettivo?

La strada che ci condurrà verso lo stop delle emissioni nel 2050 è lunga e non ancora ben delineata. Tra le altre cose, sarà fondamentale definire norme in grado di far ridurre le emissioni di gas a effetto serra e il consumo di energia nel settore edile dei Paesi UE.

Per quanto riguarda l’Italia, un possibile vantaggio risiede nell’ottimo grado di innovazione nelle tecnologie per il risparmio energetico, grazie al quale ci si è piazzati al nono posto nella classifica dei dieci migliori Paesi al mondo per edifici certificati sostenibili nel 2022. Non solo la tecnologia potrà aiutarci a raggiungere l’obiettivo emissioni zero entro il 2050 ma potrebbe anche essere rivenduta all’estero, risultando così doppiamente vantaggiosa.

 

I mutui green: la nuova frontiera

Euroansa Hub si è spesso occupata di mutui green, finalizzati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica o ad interventi migliorativi verso tale direzione, organizzando nel 2022 un evento in merito, direttamente sul green di un campo da golf.

Nel nostro Paese, è interessante notare come la richiesta di mutui green abbia avuto un notevole incremento nell’ultimo biennio, risultando addirittura triplicata rispetto al 2020.

Al di là delle agevolazioni e dei tassi mediamente più bassi garantiti dai mutui green, sebbene non siano immuni dall’aumento dei tassi della Bce, tale indicatore mostra una nuova strada battuta dai consumatori che, a seguito della direttiva UE, non potrà che avere un’ulteriore spinta.

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